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Evento 

Titolo:
Frammenti
Quando:
06.04.2012 21.00
Dove:
Teatrino Villa Groggia - Venezia
Categoria:
Teatro

Descrizione

6 aprile 2012 ore 21.00
Teatro del Lemming
Frammenti
concerto scenico dal Lemming
drammaturgia, musica e regia Massimo Munaro

 
La poetica che attraversa dagli esordi il lavoro del Lemming è caratterizzata dal tentativo di immergere lo spettatore nel flusso emotivo di un evento in cui la parola non vale più di uno
sguardo, di una carezza, di un’immagine, di un profumo. Sottoposto ad un vero e proprio bombardamento sensoriale, lo spettatore si ritrova a vivere un’esperienza fortemente onirica,
con la sensazione, simile a quella del risveglio da un sogno, di avere come perso qualcosa.
Questo lavoro propone invece una sorta di drastica riduzione rispetto alla normale complessità del linguaggio del Lemming.
Ciò consente di potersi concentrare, rispetto alla pienezza vorticosa di una sinestesia sensoriale, sull’unico senso dell’udito. E’ una riduzione che apre però altri varchi, altre vertigini, altri accecamenti.
Questo lavoro propone anche un possibile attraversamento della attività produttiva della compagnia: una piccola antologia, appunto, di parole e musiche dal Lemming.

Sede

sede:
Teatrino Villa Groggia   -   Sito web
Via:
Villa Groggia a Cannaregio
Cap:
30100
Città:
Venezia

Descrizione

teatrino_villa_groggia_interno

"Cenni" sulla storia del Teatrino Villa Groggia

La zona di S. Alvise venne urbanizzata a cominciare dal XV secolo (Cristinelli); alla fine del 1500 presentava la fisionomia che mantenne poi fino alla fine del 1800.
Già nel 1566, infatti, nella "Pianta Prospettica della Città e della Laguna" di Paolo Forlani, al n° 146 compare il "Bersaglio dove si esercitano li Bobardieri", area che costituiva il limite dell'isola. Questa era ancora la situazione al 1855, come si può rilevare dalla pianta del Combatti; poi, l'area del bersaglio fu usata come deposito di legname e quindi fu utilizzata per la costruzione degli edifici dell'ospedale Umberto I.
Della fine del 1500 era anche il Palazzo Donà, smantellato nel 1823 (Tassini), il quale, affacciato sulla fondamenta, aveva sul retro giardini ed orti che arrivano fino alla laguna. Sull'area del palazzo demolito vennero costruite alcune case di abitazione e un "magazzino", come si legge nel Sommarione del Catasto Austriaco (1824) al mappale II; questo magazzino copre esattamente la superficie dell'attuale Teatrino. Il giardino del palazzo venne catalogato come "orti" e "ortaglie".
Sulla facciata in mattoni del magazzino vennero inseriti elementi architettonici marmorei del palazzo demolito: è notevole il portale, sull'architrave del quale si leggono i resti del motto: "NULLIS HAEC DOMUS IMPROBIS AMICA SIT "(Tassini); i due finestroni alti e l'oculo nel timpano fanno assomigliare il magazzino a una piccola chiesa.
Nel 1885 l'edificio fungeva ancora da magazzino, come rileva Tassini nella sua opera "Edifici di Venezia distrutti o volti ad altro uso", Venezia 1885, pag. 166.
L'ampio scoperto verso la laguna venne utilizzato nella seconda metà del secolo per la costruzione di una villa con un grande giardino "romantico", (l'attuale Villa Groggia); sul bordo della laguna trovarono posto i capannoni detti "Ex CIGA" che si possono ancora vedere andando via acqua verso le F.te Nuove.
Come si rileva dal Catasto Austro-Italiano aggiornato al 1913, a quella data il nostro magazzino non era stato ancora trasformato nel teatrino, in quanto due edifici si addossavano al fianco orientale, lasciandone libero solamente un tratto esiguo.
La sistemazione attuale dell'edificio è quindi posteriore al 1913, e presuppone la demolizione di questi edifici addossati e l'acquisizione dell'area sulla quale insistevano da parte dei proprietari del parco e della villa; è probabilmente in quella occasione che si decise la trasformazione del magazzino in Teatrino. Le due operazioni dovettero essere collegate in quanto l'ornamentazione del nuovo edificio riprende lo stile romantico usato nell'ambientazione del giardino; inoltre, si può supporre che alcuni degli elementi architettonici ed ornamentali usati sia nel giardino che nella facciata posteriore del Teatrino (archi, stipiti, capitelli, colonne, statue e "mascaroni") provengano dai resti dell'antico Palazzo Donà, essendo stati abbandonati sul luogo dopo la usa demolizione nel 1823."

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