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Event 

Title:
A viva voce
When:
04.03.2012 - 28.05.2012 18.00
Where:
Teatrino Villa Groggia - Venezia
Category:
stage/corso

Description

A viva voce
progetto formativo sul canto di tradizione orale
ideazione e coordinamento artistico: Giuseppina Casarin e Sandra Mangini
produzione Euterpe Venezia – Fondazione di Venezia
in collaborazione con Teatro Groggia  / Municipalità Venezia-Burano-Murano
4 incontri di presentazione dell'esperienza compiuta l'anno precedente presso 4 istituti in tutti i giovedì di febbraio
marzo - maggio 2012,  13 incontri di lunedì, dalle ore 18.00 alle ore 20.30
Teatro Groggia, Venezia
dai  16 anni
Costo: Euro 30, 00 per la partecipazione all’intero laboratorio
Calendario e aggiornamenti www.giovaniateatro.it
I canti di cui parliamo sono canti che hanno lunghe radici, nel tempo e nello spazio. Sono testimoni di una cultura in alcuni casi scomparsa, in altri casi vivente ma poco conosciuta, in altri casi ritenuta insignificante. Impararli è un’esperienza di grande valore, sotto molteplici punti di vista, come l’apprendimento orale, cioè dalla viva voce di una persona che ne ha depositato negli anni la conoscenza: un passaggio personalissimo e di carattere fortemente artigianale che, nella immediatezza e semplicità dell’atto, porta con sé le informazioni sul mondo da cui proviene. I canti di tradizione orale si rivelano in tutta la loro potenza e vividezza, perché sono originati da una precisa funzione o necessità all’interno della società a cui si riferiscono. Sono in grado di rispondere a necessità attuali, emotivamente molto profonde; la loro semplicità e il loro potenziale “liberatorio”  generano grande soddisfazione nel farsene espressione. Sono una dimensione collettiva in cui i saperi sono condivisi: trasmetterli significa attivare un analogo processo di relazione tra persone e di senso di appartenenza: così nasce il gruppo, che si manifesta con una forza espressiva travolgente! E più in generale, l’atto del cantare è fonte di “ben-essere”, proprio in senso fisiologico. Cantare insieme, mettere la propria voce insieme a quella degli altri è un atto straordinario per sperimentare l’armonia (e la disarmonia!) tra se stessi e gli altri. I canti di cui parliamo sono frutto di sapienza e creatività depositata di cantore in cantore. Hanno una valenza estetica molto forte, alcuni raccontano fatti che la storia ufficiale non sempre ha considerato, altri trasfigurano dichiaratamente la realtà diventando pura poesia.
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Sandra Mangini è attrice e cantante; collabora recentemente con Teatro Stabile del Veneto (Se no i xe mati no li volemo), Teatro Stabile di Bolzano (Acciaierie); canta con Giovanna Marini (Fabbrica) diretta da Charles Tordjman (Theatre Vidy Lausanne -  Compagna Fabbrica, Paris). E' regista de l'Opera del Mendicante di John Gay per la compagnia giovanile Nova Cantica di Belluno (2011); dirige il corso di canto presso l'Accademia Teatrale Veneta. Parfumul Strazilor è il suo ultimo progetto, per pianoforte e voce, dedicato alle culture dell'Est Europa.
Giuseppina Casarin collabora strettamente con Luisa Ronchini e matura una profonda conoscenza del canto popolare veneto. Con Gualtiero Bertelli fonda la Compagnia delle Acque e partecipa a tutti i progetti della Compagnia, che si avvale di prestigiose collaborazioni quali Gian Antonio Stella, Edoardo Pittalis, Antonio Albanese, Moni Ovadia. Nel 2010 presenta il solo Vista da tera, canti e racconti dedicati alla città di Venezia. In collaborazione col servizio ETAM del Comune di Venezia fonda il coro multietnico Voci dal Mondo, che debutta con lo spettacolo Così vicini così lontani. Si occupa di formazione musicale in particolare in ambito scolastico, insegna canto popolare al Conservatorio Pollini di Padova (corso di Etnomusicologia).

Venue

sede:
Teatrino Villa Groggia   -   Website
Street:
Villa Groggia a Cannaregio
ZIP:
30100
City:
Venezia

Description

teatrino_villa_groggia_interno

"Cenni" sulla storia del Teatrino Villa Groggia

La zona di S. Alvise venne urbanizzata a cominciare dal XV secolo (Cristinelli); alla fine del 1500 presentava la fisionomia che mantenne poi fino alla fine del 1800.
Già nel 1566, infatti, nella "Pianta Prospettica della Città e della Laguna" di Paolo Forlani, al n° 146 compare il "Bersaglio dove si esercitano li Bobardieri", area che costituiva il limite dell'isola. Questa era ancora la situazione al 1855, come si può rilevare dalla pianta del Combatti; poi, l'area del bersaglio fu usata come deposito di legname e quindi fu utilizzata per la costruzione degli edifici dell'ospedale Umberto I.
Della fine del 1500 era anche il Palazzo Donà, smantellato nel 1823 (Tassini), il quale, affacciato sulla fondamenta, aveva sul retro giardini ed orti che arrivano fino alla laguna. Sull'area del palazzo demolito vennero costruite alcune case di abitazione e un "magazzino", come si legge nel Sommarione del Catasto Austriaco (1824) al mappale II; questo magazzino copre esattamente la superficie dell'attuale Teatrino. Il giardino del palazzo venne catalogato come "orti" e "ortaglie".
Sulla facciata in mattoni del magazzino vennero inseriti elementi architettonici marmorei del palazzo demolito: è notevole il portale, sull'architrave del quale si leggono i resti del motto: "NULLIS HAEC DOMUS IMPROBIS AMICA SIT "(Tassini); i due finestroni alti e l'oculo nel timpano fanno assomigliare il magazzino a una piccola chiesa.
Nel 1885 l'edificio fungeva ancora da magazzino, come rileva Tassini nella sua opera "Edifici di Venezia distrutti o volti ad altro uso", Venezia 1885, pag. 166.
L'ampio scoperto verso la laguna venne utilizzato nella seconda metà del secolo per la costruzione di una villa con un grande giardino "romantico", (l'attuale Villa Groggia); sul bordo della laguna trovarono posto i capannoni detti "Ex CIGA" che si possono ancora vedere andando via acqua verso le F.te Nuove.
Come si rileva dal Catasto Austro-Italiano aggiornato al 1913, a quella data il nostro magazzino non era stato ancora trasformato nel teatrino, in quanto due edifici si addossavano al fianco orientale, lasciandone libero solamente un tratto esiguo.
La sistemazione attuale dell'edificio è quindi posteriore al 1913, e presuppone la demolizione di questi edifici addossati e l'acquisizione dell'area sulla quale insistevano da parte dei proprietari del parco e della villa; è probabilmente in quella occasione che si decise la trasformazione del magazzino in Teatrino. Le due operazioni dovettero essere collegate in quanto l'ornamentazione del nuovo edificio riprende lo stile romantico usato nell'ambientazione del giardino; inoltre, si può supporre che alcuni degli elementi architettonici ed ornamentali usati sia nel giardino che nella facciata posteriore del Teatrino (archi, stipiti, capitelli, colonne, statue e "mascaroni") provengano dai resti dell'antico Palazzo Donà, essendo stati abbandonati sul luogo dopo la usa demolizione nel 1823."

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