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Evento 

Titolo:
Famiglie al Museo
Quando:
21.10.2012 11.00
Dove:
Museo Correr - Venezia
Categoria:
Visite guidate

Descrizione

Famiglie al Museo
DOMENICA 21 OTTOBRE

 
Museo Correr: Dipingiamo a olio con Francesco Guardi
Museo di Storia Naturale: Esploratori della natura selvaggia

 
Esploratori della natura selvaggia
Il laboratorio rende omaggio allo spirito d’avventura attraverso un viaggio tra le sale dedicate agli esploratori veneziani e alle loro collezioni. Grazie alla scoperta di fiumi, valli e luoghi selvaggi anche il più disincantato dei viaggiatori non potrà che scatenare il suo “talento selvaggio” quando prenderà in mano la mappa colorata che disegna questo percorso-viaggio di avventure e scoperte. Alla fine, come i veri esploratori, i partecipanti costruiranno il proprio diario di viaggio.
Per nuclei familiari con bambini dai tre ai sei anni
21 ottobre (ore 11.00 e 15.00)

 
Dipingiamo a olio con Francesco Guardi
In occasione della più importante mostra dedicata a Francesco Guardi negli ultimi cinquanta anni i partecipanti, dopo aver ammirato alcuni importanti dipinti presenti in mostra, realizzeranno un proprio quadro utilizzando i colori ad olio. Potranno così scoprire come Guardi con questa tecnica sia riuscito a rappresentare in modo veloce e preciso meravigliosi paesaggi, fantasiosi capricci e curiosi istanti di vita quotidiana a Venezia, donando a ogni particolare luminosità e sfumature preziose.
Per bambini a partire dall’età di 8 anni
Biglietto singolo: euro 8,00
N.B.: biglietto singolo acquistabile per i soli bambini
Domenica 21 ottobre (ore 11.00 e 15.00)

Sede

sede:
Museo Correr   -   Sito web
Città:
Venezia

Descrizione

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La raccolta ha sede dal 1922 in Piazza San Marco, negli spazi dell’Ala Napoleonica e di parte delle Procuratie Nuove.
La progettazione e l’inizio della realizzazione dell'Ala Napoleonica, che chiude Piazza San Marco di fronte alla basilica, risalgono agli anni in cui Venezia fa parte di quel Regno d’Italia (1806-1814) di cui Napoleone è il sovrano, viceré il figliastro Eugenio di Beauharnais.
Viene edificata nell’area che precedentemente comprendeva la chiesa di San Geminiano (assai antica ma riedificata a metà Cinquecento da Jacopo Sansovino) e, ai suoi lati, le prosecuzioni delle Procuratie Vecchie e Nuove, cioè delle due lunghissime fabbriche che si affacciano sulla Piazza e che avevano ospitato uffici e residenze di alcune delle maggiori cariche della Repubblica di Venezia.
Il nuovo edificio dovrebbe costituire la sede di rappresentanza dei nuovi sovrani, ma l’impresa - più complicata del previsto- avrà termine solo a metà Ottocento; ospita quindi, sotto la dominazione austriaca, anche la Corte Asburgica nelle frequenti visite a Venezia e le rappresentanze politiche, militari e diplomatiche del Lombardo-Veneto di cui Venezia, assieme a Milano, è all'epoca la capitale.
L'Ala Napoleonica, con la doppia facciata monumentale, il suggestivo portico - dov'è oggi l'entrata del Museo -, l'arioso Scalone, la ricca Sala da Ballo, viene progettata dagli architetti G. A. Antolini, Giuseppe Soli e Lorenzo Santi. Quest'ultimo nel terzo decennio dell'Ottocento sistema e ordina tutto il complesso del Palazzo Reale che si espandeva anche lungo le Procuratie Nuove, fino alla Libreria Marciana, a parte dell’edificio della Zecca, al Giardinetto Reale.
Il pittore veneziano Giuseppe Borsato imposta il decoro degli ambienti secondo una personale e attenta rilettura dello stile Impero, sotto l'influenza degli architetti e arredatori francesi Percier e Fontaine e dello stile Biedermeier, che all’epoca si va imponendo nelle principali corti europee.
L'affresco a soffitto sullo Scalone d'ingresso che raffigura la Gloria di Nettuno è di Sebastiano Santi (1837-1838).
L’edificio conserva quindi ancora molti dei tratti distintivi dell’età di Bonaparte e di quella, subito successiva, degli Asburgo: architettura e decorazioni affreschi e arredo di gusto neoclassico danno una testimonianza importante della cultura e dei linguaggi di un’epoca. Soprattutto, però, essa attesta, quasi in contrapposizione con l’antico Palazzo dei Dogi, la volontà di rifondare una nuova stagione della storia di Venezia, emblematicamente rappresentata da questa moderna reggia di re e imperatori

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