
1861-2011: UN’ISOLA, UN’ARTE, UN MUSEO
Murano, Museo del Vetro
9 dicembre 2011 - 30 aprile 2012
Inaugurazione e vernice stampa venerdì 9 dicembre, ore 12
Nel 1861, grazie alla grande opera di Antono Colleoni (1811-1855), allora sindaco di Murano e dell’abate Vincenzo Zanetti (1824-1883), cultore di arte vetraria - che riuscirono a far approvare dalla Deputazione Comunale un progetto di istituire un archivio per raccogliere tutte le testimonianze della storia e della vita dell’isola - veniva fondato il Museo del Vetro, con sede nell’antico Palazzo dei Vescovi di Torcello, a Murano.
Questo importante avvenimento è ora ricordato - esattamente 150 anni dopo - con una grande mostra che ne ripercorre l’ultimo secolo e mezzo di storia, attraverso una carrellata di quasi duecento opere, tra le più rappresentative della collezione del Museo, esemplificative dell’unicità dell’esecuzione e della valenza dei suoi creatori.
A queste sono affiancati lavori esposti alle Biennali, creazioni inedite di maestri vetrai e di fabbriche, oltre a nuove donazioni che vanno ad arricchire il capitolo novecentesco del Museo.
La mostra si realizza con il sostegno della Confartigianato Venezia che, grazie alla preziosa collaborazione della ditta Seguso Gianni, ha contribuito al restauro del lampadario in cristallo del salone lato nord del Museo* e del Consorzio Promovetro Murano, con il Marchio Vetro Artistico® Murano e la Confindustria di Venezia nel comune obiettivo di promuovere e diffondere l’originale e inimitabile vetro artistico di Murano.
Alla mostra è abbinato il quinto numero della collana “Schegge di Vetro” (Fondazione Musei Civici di Venezia, 2011).
È con l’Adunanza della Deputazione Comunale del 7 ottobre 1861 - che assegnava a Vincenzo Zanetti una stanza del Palazzo Comunale perché vi fossero riposti e custoditi i documenti dell’archivio e gli oggetti d’arte donati - che nasceva ufficialmente il Museo Civico di Murano.
La ricorrenza dei 150 anni della nascita rappresenta un’occasione unica per ricordare le finalità e la valenza di quella che fu, già all’epoca, un’operazione geniale e determinante per il recupero dell’arte vetraria in un momento di grave crisi.
L’Abate Zanetti e il sindaco Colleoni raccolsero la sfida e la vinsero pienamente pur consci delle difficoltà e delle reticenze a cui andavano incontro.
Oggi come ieri, in una contingenza di crisi più che mai reale, l’attenzione su Murano è altissima. Questo rende oltremodo consci dell’importante ruolo del Museo che, proprio per questo motivo, si pone l’obiettivo di ripercorrere gli ultimi centocinquant’anni di arte vetraria muranese per non dimenticare e ricordare, presentando una carrellata fortemente incisiva della produzione dell’isola lagunare.
In quest’ottica il percorso è raccontato sia dalle opere dei maestri vetrai, sia dalle aziende, che dai prestatori, come a concretizzare un obiettivo comune: una mostra celebrativa che possa innescare un vero impulso alla realtà produttiva muranese. In mostra si trovano dunque le opere più belle realizzate in 150 anni da Ars Cenedese, Ballarin Giuliano e Roberto, Barbini Alfredo, Bubacco Lucio, CAM – Pino Signorotto, Caramea, Cenedese Giovanni e Simone, Cenedese Paolo, Dalla Valentina Adriano, De Carlo Giacomo, Elite Murano, Eraldo Mauro, Ferrro Lazzaroni, Fondazione di Venezia, Fratelli Toso, Galliano Ferro, Moretti Carlo e Giovanni, Moretti Vincenzo, Panizzi Eugenio, Progetto Vetrodausare, Ragazzi & C., Rosin Loredano e Dino, Rubino Silvano, Salvadore Davide, Salvadori Diego, Seguso Giampaolo, Seguso Vetri d’arte, Seguso Viro, Studio Salvadore, Tagliapietra Lino, Toso Borella Marco, Toso Fei Giuseppe, P. Paolo, Mattia e Renzo, Zecchin Francesco.
La mostra avvia un nuovo dialogo che non si esaurisce in un’unica esposizione, ma che sarà lungamente approfondito in successivi e importanti appuntamenti espositivi, rappresentando dunque il “prologo” di un interminabile viaggio nel mondo del vetro muranese.
(*lavorato con il sistema di “investimento”* ovvero a struttura metallica rivestita di pezzi in vetro soffiato a stampo con coppette reggi candele, fiori fiocco e pendenti a sfera e a grappolo, probabilmente fabbrica di Giuseppe Briati, metà XVIII secolo)
Museo del Vetro, Fondamenta Giustinian, 8 – 30141 Murano (Venezia)
Apertura al pubblico: 10 dicembre 2011 – 30 aprile 2012
Orario: dal 9 dicembre tutti i giorni 10/17 (biglietteria 10-16.30); dal 1 aprile tutti i giorni 10/18 (biglietteria 10/17.30)
chiuso 25 dicembre e 1 gennaio

L’edificio è l’antico Palazzo dei Vescovi di Torcello.
Nato come abitazione patrizia nelle tipiche forme del gotico fiorito,di cui resta traccia nella colonna con capitello dell’atrio e nelle finestre della facciata sul cortile,divenne nel 1659 residenza del Vescovo Marco Giustinian, che qualche anno più tardi lo acquistò per farne dono alla diocesi torcellana.
Risale a quegli anni una sostanzanziale ristrutturazione dell’edificio su progetto di Antonio Gaspari.
Quando la diocesi torcellana fu soppressa, nel 1805, il palazzo divenne proprietà del Patriarcato di Venezia, che lo vendette nel 1840 al Comune di Murano, di cui divenne sede.
Al museo-archivio dell’isola, all’atto della sua fondazione nel 1861, venne assegnata la sala centrale del piano nobile, ma il successivo, rapido e consistente incremento delle raccolte necessitò di spazi espositivi più vasti, che si estesero, poco alla volta, a tutto l’edificio.
Con la soppressione dell’autonomia comunale di Murano, nel 1923, e la sua annessione al Comune di Venezia, il Museo passò a far parte dei Musei civici veneziani.
A testimonianza dell’originario fasto resta, oggi, al piano nobile, il soffitto del salone centrale, o portego, che si affaccia sul Canal Grande di Murano, decorato dall’affresco settecentesco di Francesco Zugno (1709-1787) con l’allegorico Trionfo di San Lorenzo Giustiniani, primo patriarca di Venezia (1381-1455), e antenato della famiglia che nel XVII secolo riadattò il palazzo.
Allo Zugno si affiancò, in qualità di quadraturista, provvedendo all’esecuzione dei motivi architettonici, Francesco Zanchi (1734-1772).
Moderno è, invece, il fregio con gli stemmi delle famiglie muranesi.
Dei tre grandi lampadari ottocenteschi,a soffitto, merita particolare attenzione quello centrale, a 60 bracci, eseguito da Giovanni Fuga e Lorenzo Santi e presentato alla prima Esposizione vetraria muranese nel 1864, dove venne premiato con medaglia d’oro.
Le collezioni esposte al primo piano del Museo sono ordinate cronologicamente: oltre alla sezione archeologica (piano ammezzato), che comprende notevoli reperti romani tra il I e il III secolo dopo Cristo, vi si trova la più vasta rassegna storica del vetro muranese con importanti pezzi prodotti tra il Quattrocento e il Novecento, tra cui capolavori di rinomanza mondiale.
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