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Chiese Chorus | Stampa |

Apertura: dal Lunedì al Sabato 10 -17. Chiuso la Domenica

Le chiese di Venezia conservano uno dei più straordinari tesori d'arte nel mondo. Mille anni di storia e di fede parlano attraverso le loro mura, i dipinti, le sculture, gli ori e i tessuti preziosi che trovano spazio all'interno di questi affascinanti edifici monumentali.
Chorus contribuisce alla conservazione e alla valorizzazione di questo immenso patrimonio e ne favorisce la conoscenza attraverso un percorso museale che unisce sedici tra i massimi esempi di architettura religiosa di Venezia.

 SAN MARCO
- Santa Maria del Giglio
- Santo Stefano

SAN POLO
- S. Giovanni Elemosinario
- San Polo

CASTELLO
- Santa Maria Formosa
- Santa Maria dei Miracoli
- San Pietro di Castello

SANTA CROCE
- S.M. Gloriosa dei Frari
- San Giacomo dall’Orio
- San Stae

DORSODURO
- Gesuati
- San Sebastiano

GIUDECCA

- Santissimo Redentore

CANNAREGIO
- Sant’Alvise
- San Giobbe

 

   

 

SANTA MARIA DEL GIGLIO

La chiesa di Santa Maria del Giglio, di antichissima fondazione (IX sec.), deve le sue forme attuali alla ricostruzione avvenuta nella seconda metà del Seicento.
La facciata, opera di Giuseppe Sardi, è una delle più originali e fastose opere barocche veneziane.
L'interno, ad unica navata, ha il soffitto piano decorato da grandi tele di Antonio Zanchi. Tutto intorno alla chiesa si può ammirare una notevole Via Crucis. Da segnalare la tela di Peter Paul Rubens rappresentante la Madonna col Bambino e San Giovannino, gli splendidi Quattro Evangelisti di Jacopo Tintoretto (dietro l'altar maggiore) nonché le opere di Alessandro Vittoria, Sebastiano Ricci, Giambattista Piazzetta, Jacopo Palma il Giovane e Gian Maria Morlaiter.

CHIESA DI SANTO STEFANO

La Chiesa di Santo Stefano è assieme ai Frari e a SS. Giovanni e Paolo la terza chiesa conventuale veneziana.
Edificata dagli Eremitani di Sant'Agostino nel XIII secolo, fu ricostruita un secolo dopo; successivamente, alcune aggiunte costruttive e decorative la resero uno dei migliori esempi di architettura gotico-fiorita veneziana.
L'interno è a tre navate divise da colonne che sostengono slanciati archi acuti, il soffitto, di grande effetto, è a "carena di nave", mentre nel presbiterio si può ammirare il magnifico coro ligneo intarsiato, del 1488.
La sagrestia contiene un vero e proprio museo di grandi nomi del Rinascimento veneziano (tra cui Jacopo Tintoretto, Paris Bordone, Bartolomeo Vivarini e Tullio Lombardo).
In una cappella laterale con ingresso dalla navata sinistra è anche conservato un bellissimo rilievo di Antonio Canova, la Stele funebre al Senatore Giovanni Falier (1808).

CHIESA DI SANTA MARIA FORMOSA

Eretta nel 1492, la chiesa di Santa Maria Formosa è il capolavoro architettonico di Mauro Codussi.
Tra le opere d'arte, sicuramente degne di ammirazione sono il Polittico di Santa Barbara di Jacopo Palma il Vecchio (1480-1510), nella Cappella della Scuola dei Bombardieri, opera che rese celebre il maestro; di faccia si può ammirare l'ombrosa Ultima Cena di Leandro Bassano (fine XVI sec.), e nella Cappella della Concezione il celebre Trittico della Madonna della Misericordia di stile mantegnesco del muranese Bartolomeo Vivarini (1473).
Nell'Oratorio è conservata una Madonna con Bambino e San Domenico di Giambattista Tiepolo (XVIII sec.).

CHIESA DEI MIRACOLI

Capolavoro di Pietro Lombardo, fu costruita tra il 1481 e il 1489 per custodire un'immagine della Vergine con Bambino tra due Santi.
L'interno, di grande coerenza con l'esterno, è a una sola navata, con presbiterio sopraelevato e decorato ancor più riccamente con preziosi marmi intagliati.
Sull'altare trova posto la celebre Madonna col Bambino, ritenuta miracolosa, opera di Nicolò di Pietro (XIV-XV secolo). L'imponente volta a botte è decorata a cassettoni lignei con cinquanta riquadri dipinti con Profeti e Patriarchi di Pier Maria Pennacchi e alcuni collaboratori.
La cupola nei pennacchi riporta le effigi dei quattro Evangelisti, probabili opere dello stesso Pietro Lombardo, come la splendida transenna traforata del presbiterio. Sopra l'ingresso si è conservato l'antico coro ligneo delle monache (barco), al quale accedevano dall'adiacente convento tramite un passaggio sopraelevato oggi demolito.

CHIESA DI SAN GIOVANNI ELEMOSINARIO

La chiesa di San Giovanni Elemosinario è molto antica: fu infatti fondata prima del 1071, ma nulla rimane del primitivo edificio a causa del disastroso incendio che colpì tutta la zona di Rialto nel 1514.
La riedificazione della chiesa venne probabilmente affidata ad Antonio Abbondi detto lo Scarpagnino, che la portò a termine prima del 1531, mentre si occupava anche della ricostruzione di tutta la zona del mercato.
L'edificio attuale risulta completamente inserito nella densa cortina edilizia, tanto da renderne difficile l'individuazione.
La chiesa, un bellissimo esempio di architettura rinascimentale, conserva due straordinarie testimonianze pittoriche di due grandi artisti del Cinquecento – Tiziano (La pala dell'altare maggiore) e Pordenone (la cappella absidale destra, con i Santi Caterina, Rocco e Sebastiano).

CHIESA DI SAN POLO

Fondata nel IX secolo, la chiesa di San Polo subì nei secoli due importanti interventi che ne modificarono l'originario impianto bizantino (i due leoni stilofori alla base del campanile fanno probabilmente parte di questo edificio originario): il primo nel Quattrocento (tardo gotico); il secondo nel 1804 (stile neoclassico).
L'interno, austero, conserva l'Ultima Cena e l'Assunta e Santi, opere di Jacopo Tintoretto, tele di Jacopo Palma il Giovane e del Tiepolo, affreschi settecenteschi del Salviati e lo Sposalizio della Vergine di Paolo Veronese.

 

BASILICA DEI FRARI

La Basilica di Santa Maria dei Frari rappresenta - dopo la Basilica di San Marco - il più straordinario complesso religioso della città di Venezia ed uno dei più rilevanti complessi francescani d'Italia.
Eretta tra 1250 e 1338 ad opera dei Frati Francescani Minori conventuali, fu ricostruita nel XIV secolo, forse su progetto di frate Scipione Bon, in forme grandiose e in stile gotico-cistercense, a tre navate e sette cappelle absidali.
La Basilica nel corso dei secoli si è trasformata in un incredibile scrigno di opere d'arte, eccezionali per importanza e valore, attraverso le quali è possibile compiere un viaggio attraverso la storia dell'arte e della devozione a Venezia dal XV al XVIII secolo: la suggestiva pala dell'Assunta (1516-1518) e la Pala Pesaro (1526) del Tiziano; il bellissimo Trittico della Vergine e Santi di Giovanni Bellini (1488), il Trittico di S. Marco (1474) di Bartolomeo Vivarini.
La Basilica dei Frari conserva inotre la statua lignea di S. Giovanni Battista, uno dei capolavori di Donatello e unica opera veneziana del maestro.
Lo splendido Coro ligneo e i numerosi monumenti sepolcrali di personaggi illustri della storia cittadina, fanno inoltre della Basilica dei Frari una straordinaria collezione di scultura veneziana, con capolavori assoluti come i Monumenti Foscari e Tron del presbiterio e il bel San Girolamo di Alessandro Vittoria dell'altare Zane.

CHIESA DI SAN GIACOMO DALL’ORIO

La chiesa di San Giacomo dall'Orio, la cui fondazione risale al IX secolo, è una delle chiese più antiche di Venezia. La sua forma attuale, a croce latina con tre navate e transetto, è il frutto di una ricostruzione iniziata nel 1225 e di successive modifiche intervenute nel XV e XVI secolo.
Alla ricostruzione del 1225 vanno fatte risalire anche alcune presenze di elementi bizantini (portati dall'Oriente al ritorno dalla quarta crociata) come la colonna di marmo verde con capitello ionico, nota per essere stata elogiata da John Ruskin e da Gabriele d'Annunzio, mentre il sistema di absidi verso il campo sono da far risalire al XV secolo.
Nella sagrestia vecchia si possono ammirare alcune tra le migliori opere di Jacopo Palma il Giovane tra cui la Pala col Parroco da Ponte (1575-81) dal forte registro tizianesco; mentre nella sagrestia nuova si possono ammirare in una splendida galleria il soffitto a comparti decorato da Paolo Veronese e opere tra le migliori di Francesco Bassano.

CHIESA DI SAN STAE

Fondamentale per la comprensione della pittura veneziana del Settecento ai suoi esordi, la chiesa di San Stae (Sant'Eustachio) colpisce per unitarietà e armonia. Si presenta infatti con una fastosa facciata aperta sulla principale via d'acqua veneziana, il Canal Grande, opera di Domenico Rossi (1709).
L'interno, opera tardo secentesca con reminiscenze palladiane dell'architetto Giovanni Grassi, ha pianta ad unica navata e tre cappelle aperte su ciascun lato; al centro della chiesa una vasta pietra tombale segna il sepolcro della famiglia Mocenigo.
Le tre cappelle a sinistra ospitano invece nell'ordine opere di Giuseppe Torretto e Pietro Baratta, di Francesco Migliori e di Jacopo Amigoni. Il presbiterio ha il soffitto decorato da una vasta tela di Bartolomeo Letterini, mentre alle pareti, sopra e sotto a due tele di Giuseppe Angeli, si trovano dodici tele di dimensioni minori dedicate agli Apostoli, tra le quali alcuni capolavori assoluti come il Martirio di San Bartolomeo (a destro in basso), opera giovanile di Giambattista Tiepolo (1721), il Martirio di San Giacomo Maggiore di Giambattista Piazzetta e la Liberazione di San Pietro di Sebastiano Ricci (a sinistra in basso).

CHIESA DI SANT’ALVISE

La visita alla chiesa di Sant'Alvise, assieme a quella della vicina Madonna dell'Orto, rappresenta un autentico percorso nella Venezia più segreta ed offre l'occasione per visitare la zona più remota del sestiere di Cannaregio, caratterizzata da una geometrica ripartizione del terreno bonificato e dai silenzi della laguna meno frequentata.
La chiesa di Sant'Alvise è di origini conventuali e secondo la tradizione fu fatta costruire da Antonia Venier nel 1388, in dedica a San Luigi, Vescovo di Tolosa, che le era apparso in sogno.

La forma attuale della chiesa è frutto delle modifiche apportate nel XVII secolo all'antico edificio, e colpisce per spettacolarità il soffitto interamente affrescato con arditezza quadraturista da Pietro Antonio Torri e Pietro Ricchi (XVII sec.).
Tra le opere d'arte coservate nella chiesa di Sant'Alvise non si può non ricordare la straordinaria Salita di Cristo al Calvario - uno dei capolavori della maturità di Giambattista Tiepolo - che in questa chiesa lasciò anche altri due lavori, l'Incoronazione di spine e la Flagellazione (1737-1740).

CHIESA DI SAN PIETRO DI CASTELLO

La chiesa di San Pietro di Castello è di grande importanza per la storia di Venezia: sede vescovile dipendente dal patriarcato di Grado dal 775 al 1451, poi cattedrale e sede patriarcale fino al 1807 - quando il titolo passò a San Marco - San Pietro sorge nell'antica isola di Olivolo, ora Castello, in quello che fu il primo insediamento abitativo e il primo centro religioso, politico e commerciale della città.
Il rinnovamento della facciata è opera di Andrea Smeraldi, in esecuzione di un precedente progetto di Andrea Palladio del 1556. Il poderoso campanile in pietra d'Istria è elegante opera rinascimentale di Mauro Codussi (1482-90).

Notevole l'altar maggiore, di marmi policromi intagliati, del 1649, realizzato su disegno di Baldassarre Longhena, contenente un'urna con le spoglie del primo Patriarca di Venezia, San Lorenzo Giustiniani.
A rafforzare il fascino primigenio di questa antica chiesa, nella navata destra è posta la cosiddetta Cattedra di San Pietro, tradizionalmente considerata il seggio del Santo ad Antiochia e viceversa opera proveniente da Antiochia, ma assemblata probabilmente nel XIII secolo utilizzando un'antica stele funeraria di arte arabo-mussulmana con iscrizioni del Corano a caratteri cufici.
Di grande importanza sono poi le Cappelle Vendramin e Lando, poste nel braccio sinistro del transetto, la prima opera di Baldassarre Longhena con il bel dipinto di Luca Giordano rappresentante la Madonna col bambino e anime purganti (1650); la seconda, in forme tardo gotiche, con la pala a mosaico di Arminio Zuccato su cartone di Tintoretto e sulla predella dell'altare un notevolissimo frammento di mosaico romano, testimonianza dell'antichissima storia di questa chiesa.

CHIESA DEL REDENTORE

La chiesa del SS. Redentore è tempio tra i più celebri e venerati di Venezia e centro di una delle feste popolari più sentite (terza domenica di luglio). Venne eretta su iniziativa del Senato della Repubblica nel 1577 a onorare un voto fatto nel corso della terribile pestilenza del 1575-77.
L'opera, commissionata ad Andrea Palladio, rappresenta uno dei massimi capolavori architettonici del Rinascimento e venne terminata dopo la morte del celebre architetto (1580) dal proto Antonio da Ponte, che rispettò fedelmente il progetto palladiano.
La chiesa e la sagrestia sono ricche di opere di grande importanza, tra le quali figurano nella controfacciata un bel lunettone di Pietro Vecchia raffigurante La Vergine presenta a Gesù il Beato Felice da Cantalice.
La grande aula e il presbiterio conservano opere notevoli di Paolo Veronese (e aiuti), di Jacopo Tintoretto, di Francesco Bassano, Paolo Piazza e Jacopo Palma il Giovane.
La sacrestia, oltre alla nota pala con il Battesimo di Cristo (1560) opera di Paolo Veronese, conserva inoltre preziosi reliquiari e opere devozionali legate alla storia della chiesa, tra cui una tavola di Alvise Vivarini, opere di Jacopo Palma il Giovane, di Jacopo Bassano e di Francesco Bissolo.

CHIESA DEI GESUATI

La chiesa dei Gesuati, il più grande esempio di complesso conventuale del XVIII secolo, fu costruita tra il 1726 e il 1735 per l'ordine dei Domenicani, in sostituzione della piccola chiesa che tuttora le sorge accanto.
L'interno dell'edificio è di grande armonia: colpisce particolarmente lo splendido soffitto affrescato da Giambattista Tiepolo con tre grandi riquadri che rappresentano L'apparizione della Vergine a san Domenico, L'istituzione del Rosario e La gloria di san Domenico e numerosi monocromi.
Da ricordare anche una splendida pala di Jacopo Tintoretto con la Crocifissione proveniente dalla chiesa a fianco, restaurata da Piazzetta in occasione dello spostamento nella nuova chiesa.

CHIESA DI SAN SEBASTIANO

La chiesa di San Sebastiano, per ciò che conserva, rappresenta uno dei più importanti luoghi dell'arte veneziana, riunendo il più straordinario corpus di opere di Paolo Caliari detto il Veronese, l'impresa senz'altro più vasta ed importante che egli portò a termine nell'arco di tutta la sua attività.
L'intervento del maestro - voluto dal Priore veronese frà Bernardo Torlioni, a cui spetta la concezione tematica dell'impresa intesa come allegoria del trionfo della fede sull'eresia - si articola in tre momenti, di cui il primo ha inizio nel 1555, ed ha per tema la decorazione del soffitto della sacrestia con Scene dell'Antico Testamento, a cui fa seguito la complessa decorazione del soffitto a cassettoni della chiesa, protrattasi fino al 1556 e ispirata al Libro di Ester. Tra il 1558 e il 1559 Veronese realizza il secondo intervento, decorando con affreschi la parte superiore della navata centrale e realizzando le portelle d'organo e il parapetto. L'ultimo intervento risale infine al periodo 1565-70, con l'esecuzione della grande pala d'altare con la Madonna in gloria con San Sebastiano e altri santi e dei due teleri laterali del presbiterio raffiguranti i Santi Marco e Marcellino condotti al martirio e il Martirio di San Sebastiano.
La chiesa, vero mausoleo veronesiano, conserva anche le spoglie del maestro (a sinistra del presbiterio).

CHIESA DI SAN GIOBBE

La chiesa di San Giobbe, deve la sua fondazione alla volontà caritativa del sacerdote Giovanni Contarini, che nel 1378 edificò un ospizio per poveri con annesso un oratorio dedicato a S. Giobbe Profeta.

L’edificio attuale fu opera dell’architetto Pietro Lombardo (1435-1515), e rappresenta uno dei primissimi esempi di architettura rinascimentale a Venezia, con chiari influssi toscani..

Sul lato destro della chiesa si apre la Cappella Contarini, che corrisponde all’oratorio trecentesco dedicato a San Giobbe, primo nucleo della chiesa. Sull’altare la pala di Girolamo Savoldo (1480-1548) con La Natività di Cristo.

Sull’altare lo splendido trittico di Antonio Vivarini (1420-1484) rappresentante l’ Annunciazione tra i Santi Antonio da Padova e Michele Arcangelo. Rientrando in chiesa è possibile ammirare lo spazio finemente decorato del presbiterio, opera di Pietro Lombardo che ne realizzò l’ampio arco trionfale con sculture dell’ Annunciata e dell’Arcangelo Gabriele e Profeti nel sottarco e la cupola con i Quattro Evangelisti . Sul pavimento è visibile la tomba del Doge Cristoforo Moro, a cui si deve il rifacimento quattrocentesco della chiesa e la dedica a San Bernardino.

24/05/2013Aqualandia 2013

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Eletto 8 volte miglior parco Acquatico d’Italia; Aqualandia, il polo del divertimento nel cuore di Jesolo, ha assunto in pochi anni un’importanza di livello internazionale grazie anche ai  [ ... ]


24/05/2013Visti da vicino. Carlo & Giorgio

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d i Carlo D’Alpaos e Giorgio Pustetto
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regia D’Alpaos-Pustetto

Quante volte in questi anni di attività, quando ci capita di fermarci a chiacch [ ... ]


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