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I quattro ponti che attraversano il Canal Grande. Quattro su gli oltre 400 della città. Ma quanti sono in realtà i ponti di Venezia? PDF Stampa E-mail
Alessandro Rizzardini / Lunedì 10 Gennaio 2011 11:46

I quattro ponti che attraversano il Canal Grande. Quattro su gli oltre 400 della città. Ma quanti sono in realtà i ponti di Venezia? Quanti gradini si dovrebbero fare per attraversarli tutti?
In pietra, con guglie, senza parapetto, vecchi, nuovi, nuovissimi, dedicati al Diavolo o al Paradiso. Ponti che ti fanno piangere, dove baciarsi o ponti anche a "luce rossa".

 

 

calatrava Il 4° ponte sul Canal Grande, quella della Costituzione

Una direttrice che ha creato non pochi problemi di "equilibrio" nella distribuzione, anche economica, dei flussi turistici, essendo la parte est del Piazzale, quella rivolta ai Tolentini, (un accesso cittadino per altro culturalmente spettacolare) un po’ trascurata.
Tornando al nostro ponte, ultimo rappresentante di una modernità veneziana spesso celata, spesso ripudiata, va detto che ne sono state a lungo discusse utilità e il significato ultimo della costruzione.
Mettere un quarto ponte tra le sponde (quasi) intoccabili del Canal Grande, è stata, se non altro una grande operazione di mediazione culturale tra presunto immobilismo e presunta azione, tra sterile conservazione e vacuo rinnovo, per riflettere in breve, i concetti del contendere, molto burrascoso, tra le parti.
Ed anche un costo non da poco, se la spesa è lievitata bel oltre la stima iniziale e molta attenzione, è posta alla conservazione dell’opera.
Ma trascuriamo le "baruffe" veneziane per affrontare i 110 gradini che ci porteranno da una parte all’altra.
Alcuni di questi sono in vetro, e se anche smerigliato, danno l’impressioni per chi sale, della sospensione aerea, accentuata questa anche dalla trasparenza del parapetto di cristallo.
Il metallo della campata unica vibra sotto il peso delle sollecitazioni, e la somma di trasparenza e movimento del ponte, porta a una sottile sensazione di languore, come del resto il paesaggio, una veduta canalettiana, con naturalmente qualche rivisitazione più moderna, che si gode dal punto più alto.
Dal ponte della Costituzione, dopo una breve passeggiata che porta alla Stazione Ferroviaria di S.Lucia, si può arrivare ai piedi del ponte degli Scalzi, iniziato il 4 maggio 1932 su disegno dell’Ingegnere di origini bresciane Eugenio Milozzi (1889-1979), e inaugurato ufficialmente solo due anni dopo inizio lavori, il 28 ottobre 1934.

ponte_degli_scalzi Il Ponte degli Scalzi in una cartolina di inizio '900

Il ponte, un’elegante arcata in pietra, fu costruito in sostituzione dei ponti metallici a struttura rettilinea, eretti nel 1858 sotto il dominio di Venezia da parte degli Asburgo e fusi in fonderie veneziane.
Dal Ponte degli Scalzi, che prende il nome dall’omonima chiesa barocca e dal convento, si gode una mirabile vista, che si spinge l’occhio fino alla prima ansa del Canal Grande, all’altezza della Chiesa di S.Geremia e il rio di Cannaregio.
Sono quaranta i gradini in salita e quaranta quelli in discesa.
Dai piedi del Ponte degli Scalzi, possiamo raggiungere, tramite un dedalo di calli e campi (San Zandegolà, S.Maria Mater Domini, S.Cassiano, solo per citarne alcuni), il Ponte di Rialto, attraversando una Venezia, forse considerata minore ma ricca di situazioni artistiche e di vita quotidiana.
Inzialmente Rialto era un ponte di semplici barche accostate (il primo nel 1181 costruito da Nicolò Barattieri, si chiamava della Moneta), e dal 1250 un ponte di legno più sicuro e strutturato, mise le due rive in comunicazione diretta.

vittore_carpaccio_rialto_miracolo_della_reliquia Il ponte di Rialto visto da Vettor Carpaccio, Il miracolo della reliquia, Venezia, Gallerie dell'Accademia

Era un ponte al quale non faceva difetto l’aspetto tecnologico, a rampe mobili, che poteva aprirsi al centro per permettere il passaggio delle navi dagli alti pennoni.
Questo ponte si può ammirare nel grande quadro del Carpaccio "Il miracolo della vera Croce" alle Gallerie dell’Accademia. Fu più volte danneggiato e ricostruito, anche completamente, negli oltre due secoli e mezzo di esistenza.
In pieno Rinascimento, per mettere anche fine a tanta provvisorietà, fu bandito un concorso per una costruzione in pietra, bando al quale risposero grandi artisti e architetti dell’epoca e molto espressivo e per certi versi spiazzante è il progetto, in veste arditamente neoclassicheggiante, dal maestro vicentino Andrea Palladio.

palladio_rialto Il progetto del ponte di Rialto classicheggiante e a tre arcate di Andrea Palladio

Vinse, forse a sorpresa, la proposta di Antonio Da Ponte (Ponte Capriasca 1515c. – Venezia 1597), la costruzione fu portata a termine nel 1591, completa di botteghe ai lati della sezione centrale, soluzione adottata per rendere più stabile la struttura.
Il dibattito che accompagnò la presunta instabilità del ponte fu spesso acceso e non dissimile da quello che oggigiorno, accompagna il ponte della Costituzione.

rialto Il ponte di Rialto in una immagine novecentesca

Da Rialto 120 gradini nella sezione centrale, 144 in quelle laterali, con una bella passeggiata o con un breve tragitto in vaporetto, si può raggiungere il quarto ponte di attraversamento del nostro insolito percorso, quello costruito come "provvisorio" in legno, il 15 gennaio del 1933, sempre dall’ingegnere Eugenio Milozzi: il Ponte dell’Accademia.
104 gradini, che portano da Campo S.Stefano ai piedi del Convento della Carità, l’ex convento che ospita le famose omonime Gallerie, ricchissime di capolavori dei più grandi pittori "veneziani", dal periodo Gotico al pieno ‘700.Dalla sommità si può godere una delle più belle e fotografate vedute aeree della città, con il palazzo di Ca’Rezzonico (guardando a Ponente), Palazzo Venier dei Leoni, Ca’Dario, la Basilica della Salute, Punte della Dogana e il Bacino di S.Marco, girando lo sguardo di 180 gradi.

accademia Uno scorcio del ponte dell'Accademia

Dopo tanti gradini e un percorso un po’ affaticante, è forse il caso di pensare un ritorno sui nostri passi, sfruttando uno dei tanti vaporetti in transito per l’approdo di Accademia.
Oppure raggiungere la nostra futura meta a piedi, ma cercando di osservare con curiosità i nomi suggeriti e le storie che raccontano i ponti veneziani che attraverseremo.
Di nomi, manco a dirlo, ce ne sono di bellissimi e per tutti i gusti: del Diavolo, delle Guglie, della Paglia, dei Pugni, del Paradiso, dei Sospiri, delle Tette, delle Muneghe, delle Rasse.
Tornando alla nostra premessa, quanti sono i gradini dei ponti veneziani?

Risposta da Guiness! Ponti, nomi, storie, gradini e misteri, l’essenza di Venezia.

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Novembre 2011 09:38
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